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Pagine a cura di 
Francesco Martellotta

Ultimo aggiornamento
08/02/2010

Tesi

 

Tesi completate
  • Progettazione e implementazione di un software per l'analisi acustica degli ambienti (Giuseppe Lamacchia)
    Il lavoro di tesi riassume i passi salienti della progettazione di una interfaccia grafica di acquisizione multicanale della risposta all'impulso, nell'ambito di indagini di rilievo acustico. Nei primi quattro capitoli vengono fomite le informazioni necessarie ad inquadrare la problematica e a comprendere la successiva indagine sperimentale. In particolare, il primo capitolo illustra il significato di risposta all'impulso, sia in termini matematici che acustici, sottolineando come la sua conoscenza permetta una valutazione oggettiva delle caratteristiche fisico-acustiche di un ambiente; il secondo capitolo descrive le tecniche di misura della risposta all'impulso presenti in letteratura, ponendo enfasi sui vantaggi offerti nell'impiego dei segnali sweep come segnali di eccitazione; il terzo capitolo descrive i principali parametri acustici che concorrono a descrivere ii comportamento acustico di un ambiente; mentre nel quarto viene esaminato il trattamento dei segnali audio all'interno di un sistema digitale di elaborazione. Nel quinto capitolo viene presentata l'interfaccia utente e come è stata implementata nell'ambiente Matlab. Dunque, viene discusso il sistema di acquisizione e il suo funzionamento interno, mostrando un aspetto interessante rappresentato dalla possibilità di gestire simultaneamente le risposte acquisite dai canali microfonici. Infine, sono stati determinati i parametri acustici derivanti dalla risposta all'impulso acquisita con l'interfaccia e con un programma commerciale e i risultati ottenuti sono stati così comparati.
  • Indagine sperimentale sul comportamento acustico dei luoghi di culto e degli arredi sacri: la chiesa di Santa Mara del Monte Carmelo in Bari (Sabrina Della Crociata)
    L'oggetto di studio dell'acustica architettonica è la valutazione della qualità acustica degli ambienti dedicati all'ascolto. Tale valutazione è stata il motore di numerose indagini svolte in ambito internazionale che hanno portato alla definizione di precisi criteri oggettivi, i quali consentono oggi di misurare, verificare e progettare acusticamente gli ambienti basandosi su criteri scientifici. Tuttavia l'applicazione di tali criteri alle chiese, ambienti assolutamente singolari dal punto di vista acustico, è materia ancora dibattuta in ambito scientifico dal momento che la letteratura inerente l'argomento è piuttosto contenuta. Inoltre, poiché le chiese possono essere considerate come "contenitori polifunzionali" per eccellenza, ne consegue che la progettazione acustica è ancora più complessa. Lo studio oggetto della tesi si colloca in una più ampia campagna di rilevazione acustica condotta in svariate chiese moderne italiane, e ha avuto come obiettivo quello di qualificare acusticamente la chiesa di S.Maria del Monte Carmelo in Bari misurando, in particolare, i coefficienti di assorbimento acustico di alcuni suoi componenti. La procedura per determinare l'assorbimento dei materiali e oggetti presenti in un ambiente, come descritto dalla normativa, prevede solitamente il solo calcolo svolto in camera riverberante. La campagna di rilevazioni effettuate ha compreso prove acustiche in sito con la presenza dei banchi, a chiesa completamente vuota, e a chiesa occupata, con i fedeli, prima dell'inizio di una Celebrazione Eucaristica. Infine sono stati calcolati i coefficienti di assorbimento dei banchi in camera riverberante, in diverse configurazioni, poi confrontati con i valori misurati in sito. Dall'analisi delle misure svolte è possibile affermare che nella progettazione acustica di un ambiente l'utilizzo dei coefficienti di assorbimento acustico rilevati in camera riverberante è raccomandabile ogni qualvolta si utilizzino software di calcolo che siano in grado di tenere conto anche degli effetti della diffusione. Al contrario, i valori misurati in sito appaiono più indicati per un approccio più "convenzionale" basato su semplici formule di calcolo, tenendo però nel debito conto della minore validità generale dei risultati conseguiti.
  • Analisi sperimentale del rumore negli uffici: studio preliminare degli effetti sulla performance mentale  (Mariagrazia Bianchi)
    Il rumore costituisce ancora oggi, a più di quindici anni dall'emanazione del D. Lgs. 277 del 15 agosto 1991, la causa della malattia professionale denunciata dall'INAIL con maggiore frequenza. Il rischio rumore nel lavoro di ufficio è emerso con prevalente forza nell'ultimo decennio. L'ufficio si configura come un luogo organizzato di lavoro in cui si ricevono e si elaborano informazioni e, all'interno del quale, si connotano attività a distinto contenuto concettuale; più che in relazione alle abilità manuali, la prestazione degli addetti si misura a livello cognitivo decisionale. La rumorosità degli uffici difficilmente raggiunge livelli di intensità tali da provocare effetti dannosi all'udito (ipoacusia). Il rumore però può danneggiare la nostra salute anche quando non provoca lesioni uditive attraverso alterazioni dello stato di benessere determinate da un affaticamento mentale e sensoriale, da un disturbo ("annoyance") che si può manifestare con difficoltà alla concentrazione, stanchezza precoce, diminuzione del rendimento, scontentezza, ecc. E' difficile, quindi, definire quale sia il livello di rumore "accettabile" all'interno di un ufficio. Il "rumore", infatti, dal punto di vista fisico, ha caratteristiche che si sovrappongono e spesso si identificano con quelle del "suono", al punto che un suono gradevole per alcuni può essere percepito da altri come fastidioso e quindi come rumore. Esso, quindi, può essere definito come un "suono non desiderato" o come "una sensazione uditiva sgradevole e fastidiosa". Il rumore è un fenomeno vibratorio che può essere meglio definito come una perturbazione di carattere oscillatorio prodotta da una sorgente sonora, che propagandosi in un mezzo elastico provoca una variazione di pressione tale da essere percepita, entro un certo campo di frequenza (20 - 20.000 Hz), dall'orecchio umano. I parametri più importanti per la misurazione dell'onda sonora sono la frequenza, che indica il numero delle oscillazioni di un'onda in un secondo, si misura in Hertz (Hz), ed è responsabile della tonalità del suono, (acuto o grave), e l'ampiezza dell'oscillazione (misurata in Pascal, Pa) che indica la massima escursione dell'onda ed è responsabile del livello di intensità sonora (misurata in decibel, dB) che ci fa percepire un suono forte o debole. Sulla base di queste premesse, obiettivo dello studio è stimare, in un gruppo di soggetti, l'influenza del rumore a bassa frequenza prodotto, in particolare, da un ventilconvettore sulle attività cognitive e sul disturbo.
  • Analisi sperimentale del rumore negli uffici: studio preliminare degli effetti sul sistema neurovegetativo (Cosimo Dormio)
    Le problematiche legate all'inquinamento acustico sono numerose e coinvolgono aspetti diversi della vita umana; il rumore può infatti interferire sia con il lavoro sia con gli ambienti di vita ma entra pesantemente anche nelle relazioni umane poiché non esiste modo di confinarlo in ambienti ben definiti. Si è soliti dire che l'orecchio umano non riposa mai e tutte le sollecitazioni alle quali viene esposto possono avere ripercussioni su organi ed apparati diversi da quello uditivo. Il rumore negli ambienti di lavoro è ormai diventato uno dei problemi più importanti tra quelli compresi nell'igiene del lavoro. La continua meccanizzazione della produzione con l'introduzione dei processi tecnologici ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio. Il nostro organismo subisce notevoli danni (ipoacusia, sordità) in seguito ad esposizione a rumore: l'organo dell'udito è il primo ad essere compromesso essendo il primo a subire l'impatto dell'onda sonora, ma anche altri organi vanno incontro ad alterazioni che definiamo "effetti extrauditivi del rumore". Sono effetti dovuti alle connessioni che il sistema di ricezione sonoro ha a vari livelli con il sistema diencefalico e corticale del Sistema Nervoso Centrale: si tratta, ad esempio, di variazioni della pressione arteriosa in soggetti predisposti, facilità alla gastrite e diminuzione della acuità visiva, alterazioni della frequenza cardiaca e circolatoria. Per rumore si intende un suono non desiderato, privo di informazioni utili per l'uomo, che induce sensazioni fastidiose e sgradevoli fino a provocare, in particolari condizioni, effetti sanitari gravi ed irreversibili sia sull'apparato uditivo che sull'intero organismo [1]. Dal punto di vista fisico un rumore viene generato dalla vibrazione di un corpo che viene trasmessa nell'aria sotto forma di onde di compressione e di rarefazione. Le caratteristiche fisiche più rilevanti del rumore sono: · l'intensità sonora (vale a dire la massima ampiezza dell'oscillazione dell'onda) che ci fa percepire un suono come forte o debole. Si misura in decibel (dB), che è una unità di misura logaritmica; · la frequenza, che indica il numero delle oscillazioni dell'onda sonora in un secondo. Le frequenze alte ci fanno percepire un suono come acuto, le basse come grave; la frequenza si misura in Hertz (Hz). Il presente studio si prefigge l'obbiettivo di verificare se i rumori a basse frequenze rappresentino una condizione in grado di favorire l'incremento dei valori della Pressione Arteriosa Sistolica e Diastolica che comunemente definiamo Ipertensione Arteriosa, in un campione di soggetti esposti a rumore a basse frequenze, provenienti da un ventilconvettore.
  • Verifica pratica delle metodologie di certificazione energetica secondo il D. Lgs. 192/2005 e sue successive modifiche (Francesco Pepe)
    Il lavoro di tesi si è posto gli obiettivi di analizzare la legislazione e la normativa tecnica vigente in tema di risparmio energetico in edilizia e di applicare, ad un caso reale, la procedura di certificazione energetica degli edifici. Dopo aver inquadrato la situazione energetica complessivamente negativa che caratterizza il settore edilizio civile, si è ricostruita l'evoluzione nazionale legislativa e concettuale del risparmio energetico, a partire dalla Legge 373/76. La lettura del dibattito nazionale sulla certificazione energetica, conseguente all'emanazione della Direttiva 2002/91/CE, mostra l'importanza della necessità di definire, in tempi rapidi, le metodologie di valutazione della prestazione energetica degli edifici. Attraverso l'esame delle definizioni di efficienza, diagnosi e certificazione stabilite dal D. Lgs. 192/2005, come modificato dal D. Lgs. 311/2006, si è inteso chiarire che gli orientamenti legislativi attuali sull'efficienza energetica privilegiano, almeno in termini teorici, una valutazione complessiva e integrata dei vari consumi energetici degli edifici, ampliando il concetto di fabbisogno energetico primario anche agli usi di energia differenti dalla climatizzazione invernale, quali il raffrescamento, l'illuminazione artificiale, la ventilazione meccanica. La ricerca di una procedura operativa che consenta la determinazione e la classificazione della prestazione energetica degli edifici si è scontrata, però, con l'assenza di metodologie nazionali, che lascia spazio ad una serie di interpretazioni locali, spesso in netto contrasto fra loro. Per individuare un metodo valido di calcolo di ciascun indicatore della presta-zione energetica dell'edificio richiesto dalle verifiche imposte dal cosiddetto "Regime transitorio", regolato dall'Allegato I del D. Lgs. 192, come modificato dal D. Lgs. 311/2006, si è ritenuto opportuno ricorrere alle istruzioni tecniche delle norme UNI. L'applicazione pratica della procedura di certificazione energetica è stata realizzata su un edificio residenziale unifamiliare di nuova costruzione situato nel territorio del comune di Bitritto, in provincia di Bari, e si è articolata in tre fasi fondamentali: la diagnosi energetica, ovvero la determinazione degli indicatori, sia prestazionale sia componentistici, dell'efficienza energetica dell'edificio; la verifica dei requisiti di efficienza energetica, attraverso il confronto tra i valori di calcolo ottenuti dalla diagnosi ed i limiti imposti dalla legislazione vigente; la simulazione, anche in termini finanziari, di quattro possibili in-terventi di miglioramento della prestazione energetica dell'edificio ed, in particolare, delle caratteristiche termiche dei componenti opachi e trasparenti dell'involucro edilizio. La prestazione energetica dell'edificio e l'efficacia delle operazioni di riqualificazione energetica prospettate sono poi state valutate anche con riferimento alle condizioni climatiche di tre località rappresentative; è stato possibile stimare, in questo modo, l'influenza dei dati climatici sui risultati della diagnosi, ma anche sui requisiti di efficienza energetica richiesti all'edificio.
  • Implementazione software di un sistema di spazializzazione sonora bicanale (Giovanni Colella)
    | Abstract |
  • Studio teorico e modellazione software di un array lineare di altoparlanti (Paolo Berardone)
    | Abstract |
  • Studio e implementazione di un sistema di riproduzione audio 3D con tecnica Ambisonic (M.G. Lazzazzara)
    | Abstract|  
  • L'acustica delle chiese (Umberto Berardi)
    Il presente lavoro si prefigge di studiare gli aspetti acustici all’interno delle chiese. Sulla base dei rilievi acustici condotti col Laboratorio di Acustica del Politecnico di Bari, e delle esperienze riportate nella letteratura scientifica, si sono cercate correlazioni statistiche tra parametri architettonici ed acustici. Il primo aspetto considerato riguarda la definizione delle necessità liturgiche (cap.1), poi l’analisi degli aspetti musicali (cap.2) quindi una breve descrizione dell’architettura sacra ed una sua definizione tipologica (cap.3). Sono state ricercate correlazioni tra aspetti geometrico-architettonico degli edifici religiosi e comportamento acustico, tramite interpolazioni matematiche dei dati acustici disponibili o mediante simulazione software. E’ stata condotta una classificazione tipologia dell’architettura sacra, quindi sono stati stilizzati gli schemi organizzativi interni più ricorrenti (posizione organo, altare, presenza di banchi) ed effettuate simulazioni virtuali del comportamento acustico (cap.5-6). In tal modo si è pervenuti a relazioni che possono orientare il progettista circa il comportamento acustico attraverso la definizione di alcuni parametri geometrici (dimensioni, volumi) e materici. Mutuando alcune delle relazioni base dell’acustica architettonica, già valide per le sale da concerto, si è valutata la definizione delle variabili che determinano un comportamento differente nelle chiese, pervenendo ad una revisione della teoria classica di Barron: in particolare si propone una nuova classificazione dei parametri presenti in due modelli energetici esistenti definiti per le chiese (cap.7). In ultimo si propone la definizione di un indice sintetico per la valutazione acustica musicale e del parlato, in un luogo di culto (cap.8).
  • Valutazione sperimentale delle caratteristiche acustiche dei banchi da chiesa con e senza occupazione (Sabrina Della Crociata)
    La tesi si colloca all’interno dell’ampio lavoro di ricerca che il Laboratorio di Acustica del Politecnico di Bari ha condotto nell’ambito delle chiese moderne distribuite sull’intero territorio nazionale. Il lavoro di tesi riassume i risultati di uno studio mirato alla valutazione sperimentale delle caratteristiche acustiche dei banchi da chiesa inoccupati e occupati, in sito e in camera riverberante. I primi tre capitoli forniscono informazioni necessarie ad inquadrare la problematica e a comprendere l’indagine sperimentale. In particolare il primo capitolo illustra i metodi e le soluzioni adottate nel corso dei secoli per affrontare i problemi acustici delle chiese; il secondo descrive i parametri acustici impiegati nell’indagine; il terzo indaga sull’assorbimento acustico dei materiali, esponendo le tecniche di misurazione dei relativi coefficienti di assorbimento acustico: la procedura normalizzata in camera riverberante, la procedura di calcolo in sito, l’utilizzo dei programmi di simulazione acustica. Il quarto capitolo espone la sperimentazione condotta in sito, descrivendo la chiesa esaminata e la procedura di misura impiegata, giungendo alla caratterizzazione acustica dell’ambiente in esame. Il quinto capitolo riassume, attraverso grafici e tabelle, le prove condotte in camera riverberante e in sito per la caratterizzazione acustica dei banchi inoccupati, con e senza l’applicazione di un materiale fonoassorbente. Infine nel sesto capitolo si analizza, in camera riverberante e in sito, il comportamento acustico dei banchi occupati e dell’occupazione in varie configurazioni di misura.
  • Studio del benessere visivo, acustico e termico nei centri commerciali (Antonio Simone)
    I centri commerciali si vanno sempre più configurando come spazi di aggregazione sociale, prendendo il posto delle piazze come luoghi di società e superando la semplice funzione di spazi di vendita. Questo, assieme alla concentrazione dell’acquisto in un unico luogo, in cui è presente una grande varietà di merci non più frazionate in negozi specializzati, ha portato ad un allungamento dei tempi di permanenza in tali spazi. Si pone, dunque, il problema della qualità ambientale dei luoghi di vendita, sotto il profilo microclimatico, acustico, visivo e della qualità dell’aria. Con il presente studio è stata effettuata un’indagine preliminare dei vari aspetti del benessere, sia in termini generali che in particolare nella grande distribuzione organizzata, giungendo alla definizione di un protocollo di rilevazione dei parametri soggettivi e oggettivi del comfort. Lo studio si correda anche di una prima serie di indagini sul campo, per verificare la validità dell’approccio e delle modalità operative, avente come oggetto l’ipermercato di un centro commerciale di Bari.
  • Studio sperimentale di un paramento lapideo fonoassorbente (Nicola Bonasia)
    Uno dei principali aspetti nell’acustica degli ambienti chiusi riguarda le modalità di gestione delle riflessioni sonore, in modo particolare l’assorbimento acustico risulta il primo strumento di controllo nei confronti di una adeguata percezione del suono. I materiali da costruzione normalmente utilizzati in edilizia presentano valori del coefficiente di assorbimento molto ridotti, per cui le superfici interne rivestite con materiali di questo tipo risultano inevitabilmente troppo riverberanti: di qui la necessità di effettuare una correzione acustica degli ambienti, introducendovi convenientemente materiali o dispositivi con caratteristiche fonoassorbenti. L’ obiettivo che ci si è prefissati di raggiungere con questo lavoro di tesi riguarda la possibilità di ottenere, attraverso il principio di assorbimento per risonanza di cavità e grazie ad una adeguata progettazione degli elementi costitutivi di un paramento lapideo, buoni valori del coefficiente di assorbimento acustico alle basse frequenze anche a partire da materiali rigidi, che generalmente si comportano come mezzi riflettenti, o che comunque assorbono il suono solo nel campo delle frequenze medio - alte. Nel Capitolo 1 sono illustrati i concetti base e le definizioni che verranno poi richiamate nei capitoli successivi. Di seguito, nei Capitoli 2, 3 e 4, sono illustrati i meccanismi fisici che sono alla base della propagazione del suono e dell’assorbimento acustico prodotto dalle superfici degli ambienti chiusi. Il Capitolo 4 presenta un modello matematico per la previsione dei valori del coefficiente di assorbimento acustico del paramento murario per rivestimenti interni oggetto di studio. Il Capitolo 5 analizza dettagliatamente le metodologie previste dalla normativa per la valutazione dei coefficienti di assorbimento, e l’incertezza da associare ai risultati. Nel Capitolo 6, infine, i risultati delle prove effettuate in camera riverberante vengono presentati e confrontati con il modello previsionale.
  • Proprietà acustiche dei sistemi edilizi: confronto tra prestazioni misurate sperimentalmente e modelli teorici (Francesco Pepe)
    Il lavoro di tesi si pone l’obiettivo di individuare, descrivere ed applicare le procedure di valutazione acustica degli edifici e dei sistemi edilizi sia in fase progettuale che in fase di collaudo acustico. Si sviluppa in sei capitoli. Il tema della valutazione acustica viene dapprima affrontato nelle sue linee generali, individuando nel Capitolo 1 ruoli e obiettivi e analizzando l’evoluzione e riferimenti legislativi a livello europeo e nazionale. Nel Capitolo 2 si è ritenuto opportuno esporre le nozioni teoriche e sperimentali di base su cui si fonda l’acustica edilizia. Nel Capitolo 3 è descritta dettagliatamente la metodologia semplificata per la stima degli indici di valutazione dei requisiti acustici passivi degli edifici caratterizzanti l’involucro edilizio proposta dalle norme tecniche europee e nazionali; nel Capitolo 4 si è proceduto con un’applicazione pratica della metodologia di valutazione preventiva degli indici di valutazione acustica ai sistemi edilizi di un edificio residenziale della tipologia in linea. Nel Capitolo 5 sono state analizzate le procedure standardizzate di misurazione in opera delle grandezze acustiche di interesse per la valutazione, accennando anche al tema dell’incertezza delle misure sperimentali. Nel capitolo 6, infine, si è affrontato il caso di studio, ovvero si è valutata la prestazione acustica di una serie di pareti divisori e di facciata dal punto di vista sia previsionale che sperimentale, individuando le correlazioni poste in evidenza dal confronto tra i risultati ottenuti.
  • Il raffrescamento degli edifici: soluzioni sostenibili a confronto (Angela Genco)
    | Abstract |
  • Studio delle incertezze di misura nella valutazione dei requisiti acustici degli edifici (Antonio Scardigno)
    La verifica in opera delle caratteristiche acustiche degli edifici sta diventando un’esigenza sempre più importante nell’ottica più generale del miglioramento della qualità della vita umana. Il benessere acustico all’interno di ambienti abitativi, scuole, uffici, alberghi, ospedali, luoghi di lavoro ed, in generale, di tutti gli edifici dove si svolgono le nostre attività di tutti i giorni, è ormai riconosciuto come un fattore determinante per loro corretta fruizione. E’ dunque necessario acquisire gli strumenti e le conoscenze opportune al fine di comprendere quali sono i materiali e gli accorgimenti progettuali e costruttivi in grado di garantire tale benessere acustico, nonché le tecniche di misurazione e di calcolo finalizzate alla sua qualificazione e quantificazione. Negli ultimi anni sta emergendo progressivamente la necessità di considerare la qualità di un organismo edilizio dipendente anche dal raggiungimento degli opportuni livelli di comfort acustico degli ambienti abitativi. Una notevole spinta a tale pensiero è stata data, come spesso accade, dall’evoluzione legislativa e dalla conseguente imposizione di vincoli prescrittivi o prestazionali. Ma ancora più importanti si sono rivelate le conseguenze di contenziosi giudiziari in cui il mancato rispetto dei requisiti acustici degli edifici è stato sanzionato con ammende amministrative di risarcimento a carico dei costruttori. È ovvio come la scarsa prestazione acustica di un fabbricato sia immediatamente rilevabile qualitativamente dagli utenti, a differenza di altri requisiti come quello termico, e quantitativamente dai tecnici incaricati alla misurazione delle grandezze acustiche ai fini di determinare gli indici di valutazione. Sicuramente in un fabbricato destinato ad abitazione riceve la maggior parte di rumore dall’esterno (strade, ferrovie, ecc…), quindi è di rilevante importanza adottare tutte le misure necessarie al contenimento di questi rumori negli ambienti. A livello nazionale, l’emanazione del DPCM del 5/12/1997 in applicazione, seppur parziale, della legge quadro in materia di acustica ambientale, ha introdotto in edilizia il concetto di requisiti acustici passivi. In particolare, la prestazione acustica di un fabbricato è, secondo tale norma, descrivibile 2 attraverso la misurazione di cinque grandezze caratteristiche, che esprimono il grado di isolamento dai rumori aerei ed impattivi interni e/o esterni agli ambienti abitativi. A livello europeo il problema del comfort acustico è affrontato con una serie di norme che indicano quali sono i parametri da misurare e come misurarli, si pensi alla serie di norme UNI EN ISO 140. Nella seguente trattazione si è valutato come questi indici, nel caso specifico l’isolamento acustico di facciata, possano variare nel caso si adottino diverse configurazioni di misura, tali configurazioni faranno capo alle prescrizioni della normativa di riferimento ( UNI EN ISO 140-5). È interessante capire come l’indice di isolamento acustico varia puntualmente e come la conformazione del sito di prova possa interferire con le misurazioni. La normativa prescrive di mediare tutti valori misurati per individuare l’indice di valutazione ma in alcune configurazioni si potrebbero generare fenomeni che posso portare a valori talmente differenti dalle altre misurazioni tali da rendere la misurazione stessa oggetto di incertezza.
  • Misura e modellazione degli effetti acustici dovuti all'occupazione in ambienti molto riverberanti (Sergio Rotondo)
    | Abstract |
  • Indagine sperimentale sulle proprietà acustiche di opere pittoriche (Maria Laura Castiglione)
    L’assorbimento sonoro costituisce oggi uno dei requisiti più importanti nella definizione del comfort umano negli ambienti confinati. In particolare in alcuni ambienti, quali chiese e teatri, il controllo del suono diventa fondamentale. Nelle chiese, ad esempio, c’è la necessità di coniugare una giusta riverberazione delsuono, che infonde sacralità al canto assembleare, con un’altrettanto adeguata intelligibilità del parlato, necessaria per assicurare, specie durante la liturgia della parola, una comprensione chiara del messaggio sonoro. Il parametro che meglio controlla la propagazione del suono in un ambiente chiuso è il tempo di riverberazione che dipende a sua volta sia dalla volumetria dell’ambiente che dalla presenza al suo interno di oggetti e complementi d’arredo in grado di assorbire il suono. Già da parecchi anni è sempre più comune l’utilizzo in tali ambienti di materiali adatti all’assorbimento detti propriamente materiali fonoassorbenti. Questi materiali, di diverso tipo e ciascuno con una propria propensione all’assorbire il
    suono a determinate frequenze, hanno però lo svantaggio di non avere un alto valore estetico necessario negli ambienti di grande pregio.
    Il lavoro di tesi è stato sviluppato sulla base di questa considerazione, avendo come fine quello di caratterizzare una serie di opere pittoriche, ideali da inserire ad esempio come complementi d’arredo nelle chiese. È stato analizzato il comportamento delle singole tele in un campo sonoro perfettamente diffuso, realizzato in camera riverberante, ma soprattutto l’influenza di quest’ultime su un materiale fonoassorbente poroso. Sono state scelte una serie di opere, differenti nella tipologia del tessuto e delle tecniche decorative, proprio per capire quali sono i parametri che influenzano il minore o maggiore assorbimento del suono. In questo modo si è visto come una tela dipinta, posta in opera su un materassino fonoassorbente, modifica in modo sostanziale o abbassa soltanto di livello le prestazioni di quest’ultimo. Inoltre come conclusione di questa indagine sperimentale si è indagato sulla
    capacità di una tenda, un ulteriore complemento d’arredo da inserire in un ambiente chiuso, di assorbire il suono. Tutto ciò si è concretizzato col calcolo dell’assorbimento acustico degli oggetti presi in considerazione in camera riverberante secondo la procedura normalizzata dalla ISO 354 del 2003. Và specificato che una parte delle misure sono state effettuate nella camera riverberante del Laboratorio di Acustica del Politecnico di
    Bari mentre, la restante parte in sito presso l’“Istituto Statale d’Arte Pino Pascali” di Bari che ha, inoltre, realizzato le tele esaminate. I risultati ottenuti sono stati molto soddisfacenti soprattutto in relazione al fatto che le diverse soluzioni non si sono dimostrate univoche ma, al contrario, ognuna si presta a scelte e situazioni diverse.
  • Indagine sperimentale sul "soundscape" urbano della città di Barletta (Elisa Dimatteo)
    Nel libro di R.M. Schafer, The Tuning of the World, il mondo viene considerato come un'immensa composizione musicale. Si tratta di una idea insolita ma ripresa e sottolineata spesso. Negli ultimi anni la definizione del concetto di musica ha subito radicali trasformazioni. John Cage, cui si deve una delle più recenti definizioni, ha dichiarato: “La musica è i suoni, i suoni che ci circondano, ci si trovi o meno in una sala da concerto, vedi Thoreau”. Il riferimento riguarda Walden, l'inesauribile spettacolo di suoni e di immagini della natura descritto da Thoreau. Soltanto pochi anni fa sarebbe stato impensabile definire la musica semplicemente come suoni. Oggi – al contrario – sono proprio le definizioni più esclusive ad apparire inaccettabili. Un poco alla volta, nel corso del XX secolo, tutte le definizioni convenzionali di musica sono state messe in discussione dall'attività degli stessi musicisti. Dapprima, con la spettacolare espansione all'interno dell'orchestra degli strumenti a percussione, molti dei quali producono suoni aritmici e privi di altezza determinata; in seguito con le procedure di carattere aleatorio in cui qualsiasi tentativo di organizzazione razionale dei suoni all'interno di una composizione viene sottoposto alla “superiore” legge dell'entropia; poi, grazie all'aprirsi dei contenitori spaziali e temporali – le composizioni e le sale a concerto – un intero nuovo mondo di suoni al loro esterno vi irrompe; e ancora, con la pratica della “musica concreta” che, grazie al nastro magnetico, introduce nella composizione qualsiasi suono dell'ambiente; e in ultimo, nella musica elettronica, con un'intera gamma di nuovi suoni musicali, molti dei quali legati alla tecnologia industriale ed elettrica in genere. Tutti i suoni possono oggi entrare a far parte del territorio, del dominio della musica. Ecco la nuova orchestra: l'universo sonoro! Ed ecco i suoi nuovi musicisti: chiunque e qualsiasi cosa sappiano emettere suono! Negli ultimi dieci anni il crescente sviluppo mondiale degli studi e delle ricerche sui soundscape ha chiaramente dimostrato come questo argomento richiede un 2 approccio multidisciplinare in quanto coinvolge non solo la percezione uditiva ma anche altri sensi (ad esempio le informazioni visive ) e gli aspetti cognitivi . Al giorno d'oggi, è ampiamente riconosciuto che un ambiente sonoro è soggettivamente valutato accettabile quando il contesto globale corrisponde alle aspettative individuali dell'ambiente stesso, piuttosto che caratterizzato solo da un basso livello sonoro. Questo si osserva spesso in spazi urbani in cui si verificano contemporaneamente i diversi tipi di fonti sonore. Il documento descrive un esperimento volto a studiare come il soundscape di un sito può contribuire a riconoscere il sito stesso. A questo scopo sono stati scelti 6 siti urbani in modo tale da coprire una vasta gamma di caratteristiche differenti. In ogni sito sono state prese simultaneamente registrazioni binaurali e foto. Poi le registrazioni binaurali sono state riprodotte mediante cuffie ad un gruppo di 15 soggetti contemporaneamente. Dopo aver ascoltato ogni suono, ai soggetti è stato chiesto di rispondere alle domande previste nel questionario del test di ascolto.